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La Nuova Africa nella società che cambia

21 Giugno 2018 - 21 Giugno 2020

Rapporti Italia-Africa
Al CNEL un confronto su politica, economia, infrastrutture e potenzialità del continente

Il 21 giugno presso la prestigiosa sede del Parlamentino del Consiglio dell’Economia e del Lavoro (CNEL) di Roma si è svolto il Seminario dal titolo “La nuova Africa nella società che cambia” organizzato dalla Fondazione Fastigi e dall’Associazione Blu Lab.

Non ci poteva essere sede più adatta per questo seminario dal momento che Villa Lubin è stata inizialmente sede dell’Istituto Internazionale di Agricoltura, precursore della FAO. Il seminario è stato aperto dal Presidente FASTIGI Ing. Alessandro Focaracci e da Giovanni Maria Chessa che hanno introdotto alla folta platea i relatori che sarebbero intervenuti, nell’ordine: prof. Michele Dau (già Direttore Generale del CNEL), ing. Luca dal Fabbro (CEO di GRT Group e membro del CDA di Terna), ing. Alessandro Focaracci (Presidente Fondazione Fastigi), ing. Ercole Incalza (già Dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), dott. Alessandro Guidi Batori (Blu Lab), On. Margherita Boniver (Presidente della Fondazione Craxi), Sen. Tony Iwobi (Senatore della Lega e proprio da quel giorno Vice Presidente della Commissione esteri del Senato) e Franklin Abiola Ogunyemi (Minister presso la Missione diplomatica della Repubblica Federale di Nigeria in Italia).

I primi a intervenire sono stati il prof. M. Dau e l’ing. L. Dal Fabbro, analizzando la sfera economica della problematica. Il primo ha trattato il tema dell’Africa in un’ottica di territorio e urbanizzazione, soffermandosi sui potenziali modelli di sviluppo e sull’enorme potenzialità che ha il territorio.

Negli ultimi anni c’è stato un importante fenomeno di insediamento urbano, che nel 1950 contava solo due città che superavano il milione di abitanti e oggi (ultimi dati risalenti al 2015) sono diventate ben 53, tra cui Il Cairo, Alessandria d’Egitto, Lagos e Kinshasa che superano i 17 milioni di abitanti. Ha concluso il prof. Dau “Occorre una politica di sostenibilità, un grandioso progetto di riordino, razionalizzazione e vivibilità […].

L’Unione Africana ha dei programmi validi, ma se il mondo occidentale fosse più consapevole e più interessato al proprio futuro interverrebbe in maniera diversa ed adeguata all’intensità delle problematiche”. A seguire l’ing. Dal Fabbro ci ha fornito una fotografia degli ultimi dieci anni dei rapporti italo-africani, dal volo degli aerei francesi Mirage su Tripoli e la conseguente disfatta di Gheddafi alla recente scoperta della più grande bolla di gas all’interno del bacino di Azhor in Egitto. Secondo Dal Fabbro l’Italia non ha ancora perso il treno e può riprenderlo a patto che riesca a stringere una forte alleanza con francesi, inglesi e americani. L’ing. Dal Fabbro ha proseguito raccontando della sua esperienza lavorativa sul territorio africano quando era in ENEL e di quanto sarebbe importante, non solo per le grandi ma soprattutto per le piccole medie e specializzate imprese italiane, non lasciarsi sfuggire la possibilità di sviluppare un’intensa rete di attività connesse all’opportunità di portare l’energia elettrica in Africa.

L’intervento dell’ing. Alessandro Focaracci si è incentrato sul settore delle infrastrutture che grazie a Fastigi persegue con attività di formazione, informazione e addestramento su gallerie e infrastrutture. Il suo discorso ha seguito un percorso storico: dalla rete infrastrutturale dell’Impero Romano necessaria a consolidarne i confini alle menti illuminate della famiglia Medici, passando per Cavour e la lungimiranza nel comprendere che l’Unità si sarebbe realizzata solo realizzando un unico sistema infrastrutturale lungo la Penisola e poi legando questo alla Francia con il Traforo del Moncenisio proseguendo quindi con il Piano Nazionale dei Trasporti a metà degli anni ’80, fino al 2001 con la Legge Obiettivo.

Grazie a quest’ultima, in una decina di anni sono stati realizzati più di 800 km di autostrade, 780 km di ferrovie tra cui tutta l’Alta Velocità Torino- Milano-Napoli e oltre 70 km di metropolitane a Roma, Napoli, Milano e Torino. Oggi dobbiamo fare i conti con i Cinesi e la nuova Via della Seta, in questa ottica “Siamo una nazione di tecnici capaci di realizzare opere che onorano il genio e l’audacia dell’uomo, che rimangono nella storia, che connettono i popoli e che consentono la diffusione della nostra cultura, dei nostri ideali e della nostra dottrina sociale”. Ha quindi lanciato un monito: “Il nostro Paese ha una collocazione geografica che lo rende un pontile lanciato nel Mediterraneo, un collegamento che non deve servire solo agli invadenti flussi migratori ma deve essere di accoglienza e di scambio culturale commerciale ed economico tra due mondi così vicini e anche così socialmente e culturalmente lontani”.

L’ing. Ercole Incalza ha voluto mettere in risalto altre due virtù del popolo italiano: la lungimiranza nel proporre iniziative di carattere ingegneristico e imprenditoriale e la testardaggine nel credere nelle proprie idee per portarle avanti. In questo contesto ha esposto alla platea l’interessante progetto (Bonifica) di trasferire 100 mld l’anno di metri cubi d’acqua dal fiume Congo al lago Chad, senza rischiare di impoverire il corso d’acqua ma con il nobile scopo di arrestare l’intenso processo di desertificazione del lago e i conseguenti fenomeni di povertà ed emigrazione che questo avrebbe generato, tra l’altro il progetto prevede dei rapidi ed importanti ritorni di investimento.

Il dott. Guidi Batori, Responsabile public affairs di Blu Lab, ha fornito un’attenta e puntuale panoramica dell’attuale situazione geopolitica dell’Africa e ci ha dimostrato come questi temi e questi problemi siano ben radicati nelle menti di giovani che speriamo costituiranno la base per la ripartenza del nostro Paese. Ci sono tre settori su cui puntare: le energie rinnovabili, le grandi infrastrutture e l’agroalimentare. Nel primo caso, anche grazie ad ENI ed ENEL, nel 2016 l’Italia si è posizionata al terzo posto come fonte d’investimento sul territorio africano dopo Cina ed Emirati Arabi (considerando che nel 2014 eravamo al ventunesimo posto). Il settore delle infrastrutture è un mercato completamente aperto, anche se dobbiamo guardarci le spalle dalla Cina che sta prendendo sempre più piede.

Abbiamo quindi potuto ascoltare l’interessante intervento dell’On. Boniver: chi meglio di lei, che ha partecipato in prima linea e che ha potuto vedere la situazione con i suoi occhi, ci fa riflettere su quanto sia importante l’Africa per l’interesse nazionale? Ultimi, ma non meno importanti, gli interventi di chi l’Africa l’ha nel sangue, di chi l’ha vista dall’interno e ora la vede dall’esterno. Si tratta del Sen. Iwobi, Vice Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, il cui intervento può essere sintetizzato nell’espressione “il mondo ha bisogno dell’Africa come l’Africa ha bisogno del mondo”.

Infine l’intervento del Minister Ogunyemi che ci ha esposto le sue più grandi preoccupazioni in materia d’instabilità economica, politica e mancanza di una visione strategica. Quest’ultima dovuta anche ad una mancanza di leader capaci di guidare i popoli fuori dalla crisi

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Organizzatori

  • Associazione Blu Lab
  • CNEL
  • Fastigi

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